CONTROREALISMI
La Pixar oltreppassa il traguardo del realismo, si volta indietro, ride e se ne burla.
Con grande zelo viene edificata una "base" reale (ogni sequenza è una delizia per gli occhi, la Pixar ha raggiunto il top tecnico\stilistico): ogni singolo pelo sul manto dei topi è stato contato, i giochi di luce umanizzano ulteriormente i volti, tutto è calcolato e riprodotto alla perfezione (specie quel che concerne l'aspetto "culinario").
Questa fortezza deve essere necessariamente distrutta con la bomba fantatomica.
LA FORZA DELLA SEMPLICITÀ
Un gioco di sguardi speculari che diventa poesia, gli occhi si incrociano attraverso il barattolo di vetro dei sogni. La semplicità non è necessariamente banale, così come non è detto che la complessita debba essere acuta.
Ratatouille è magico perchè rinuncia definitivamente all' "infantilismo" fatto di facili battute e risate a comando, proseguendo sulla strada dell' "accessibilità" dell'opera, che si palesa nella trama (ma non nella sottotrama, come vedremo).
LA COMPLESSITÀ NELLA FORZA
Ratatouille è incredibilmente stratificato e profondo, e se di fatto la trama è quanto di più semplice si possa chiedere gli spunti di riflessione che la pellicola offre sono innumerevoli.
Che il cinema per i più piccini possa divenire di difficile lettura (o almeno non immediata) anche per i più grandi è sorprendente, e di fatto questo ultimo gioello pixar non si rivolge ad un target specifico, ma mira diversi bersagli centrandoli tutti.
TOUT LE MONDE PEUT CUISINIER!
"Where dreams come true".
La creatività gioca a nascondino nei luoghi spesso più inattesi, ed è spesso impossibilitata a palesarsi. Remy si trova sospeso in un sogno che ha la forza di afferrare, il "treno dei desideri" lo porta fuori stazione, innanzi la Torre Eiffel delle speranze.
La passione è il punto cardinale che dirige la bussola della vita, non ineluttabilmente punta a nord, ma spesso e volentieri l'ago è in grado di bucare il cuore.
SIMBIOSI
Se le radici difendono l'albero dal vento, non è altremodo sempre detto che la brezza sia maligna, bisogna dunque avere il coraggio di "fiutarlo" e recidere questi rizomi per potersi lasciar trasportare dolcemente.
Ma se Remy, aquila mutilata, è costretto a terra pur essendo capace a volare, Linguini è un uccello che non sa come sbattere le ali.
La cooperazione diviene fondamentale, l'uno risulta "culinariamente insignificante" se privato dell'aiuto dell'altro.
IL "DISORDINE DELLE COSE"
L'unico mezzo per abbattere le assurde regole non scritte di questo mondo è la tenacia.
Solo così una donna può farsi largo in un habitat tipicamente maschile come la "grande cucina", solo così un topo da "ripugnante" può divenire "amabile".
Ed anche una pietanza "povera", quale la Ratatouille, può diventare un'orgia di sapori rievocativi.
MERCANZIA
Non limitiamo l'artista alla produzione di "surgelati" quando può dar vita ad una "cucina d'alta classe". Smettiamola di sfruttare il marchio, concentriamoci sul prodotto.
La creativà non va repressa, stendiamo il tappeto rosso all'arrivo del "nuovo".
IL FILTRO DELLA CRITICA
A monte di ogni giudizio c'è la nostra vita, le nostre passioni, non dobbiamo dimenticarcene.
L'esternazione coraggiosa (e sincera) della soggettività è un tentativo di liberarsi dalle soffocanti mani del cinismo.
Tenendo presente ciò si parla di arte non per autocompiacersi o a solo scopo di divertimento, ma per trasmettere passione.
Chi ha il coltello dalla parte del manico non è costretto al macello sempre e comunque, perchè questo è sadismo che non rende un buon servizio all'arte.
Il filtro della critica è il critico stesso.
Ego mostra la via.
CONSIDERAZIONI FINALI
In più di dieci anni di produzione la Pixar ha dimostrato che il cinema d'animazione può arrivare sempre più in alto (seppur con qualche discreto basso quale "Cars") usufruendo di una tecnologia che fa miracoli senza dover rinunicare ad un impianto "classico".
Oltre allo scioccante realismo a colpire sono anche l'escavazione antropologica e l'amore per il cinema che si respira in ogni sequenza.
Una perla che luccicherà a lungo e che poniamo accanto ai monsters kubrickiani e agli incredibili.