Terraferma
di Emanuele Crialese [* 1/2]
Il film inizia come meglio non potrebbe, con quei passaggi della "Santuzza" sopra ai relitti, segni di un imminente contatto/scontro davvero di una forza penetrante. Purtroppo poi il film abbandona questa strada allusiva per percorrere un binario monodirezionale che asfissia i personaggi e li priva di respiro, non ci concede più alcun dubbio sui loro gesti, sulle loro parole, su quali possano essere le motivazioni profonde che li animano (esemplare sotto questo punto di vista la scena in cui i finanzieri requisiscono la barca: Crialese non si prende cura dei personaggi, i finanzieri sono esecutori monodimensionali). Ciò che manca a terraferma è lo spessore umano, un deragliamento repentino, la flessibilità, l'abbandono della didascalia (ho fatto davvero fatica a trovare un briciolo di umanità nella scena in cui i corpi approdano sulla spiaggia). Di contro Crialese si dimostra un cineasta sempre in sintonia con gli elementi naturali (specialmente con l'acqua, bellissime - come sempre - le "immersioni"), ma questo non basta, non può bastare.


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